AMA TE STESSO

Era il 1957 quando Ernest Holmes pubblicò un libro dal titolo An Introduction to the Basic Ideas of Science of Mind (Introduzione alle idee fondamentali sulla scienza della mente), che divenne libro culto per chi crede nell'unione corpo-mente-spirito. Bisogna aspettare gli anni 80 con Louise L. Hay e con i suoi best seller internazionali, tradotti in 23 lingue, perché l'argomento esca dai salotti degli esperti per entrare nelle conversazioni della cosiddetta gente comune. In realtà viene anticipato di decine di anni ciò che la scienza "ufficiale" solo oggi sta cominciando a capire. La Psiconeuroendocrinoimmunologia, ossia la più giovane delle branche della meccanicistica medicina occidentale, ha ad oggetto proprio lo studio della connessione corpo-mente-spirito. Ma già molte persone dal carattere forte, piene di quel coraggio che solo la disperazione può dare, hanno dimostrato nel corso delle loro vite come il potere delle nostre menti vada ben al di là dei limiti che la scienza ortodossa ha imposto.
Louise L. Hay non è una psicoterapeuta ma semplicemente una donna eccezionale che ha vissuto sulla propria pelle esperienze terribili e devastanti. Bambina violentata dal vicino, oggetto di abusi continui da parte del patrigno, madre incosciente e randagia, modella famosa, moglie tradita, sola, sempre più sola, ed ancora sola… già da suo tempo avvicinatasi alla filosofia su cui si basa il Pensiero Creativo, altrimenti detto Pensiero Positivo, scopre di avere un raro e terrificante tumore alla vagina. Disperazione, solitudine, rabbia, rancore… e la scelta: la VITA. Ma i medici le comunicano che le mancano pochi mesi. Le rimane, forse, solo un'ultima, unica, opportunità: abbracciare con il cuore ciò che sino a quel momento ha studiato con la mente, gli insegnamenti di Ernest Holmes. E accade il miracolo, passo dopo passo, risale la china e arriva alla completa guarigione spirituale-emotiva-fisica. E' guarita, è viva, e ha capito cosa fare della propria vita. E' una fenice che ha bruciato i propri pesi karmici. E come lei moltissimi altri: Norman Couisin, Martin Brofman, Sondra Ray, Gerald Jampolsky. Tutte persone che, uscite dalla malattia, hanno come unico scopo nella vita quello di aiutare gli altri attraverso l'insegnamento delle tecniche che li hanno salvati.
Il Pensiero Creatore NON E' MAGIA, NE' UNA RELIGIONE, ma si basa su pochi e semplici principi che trasformano in meglio la vita di chiunque li abbracci con il cuore, perché, rendendoci responsabili al 100% di ogni esperienza, nella quale ogni nostra azione diventi una scelta e mai più un dovere, le tecniche elaborate da Louise L. Hay insegnano a identificare e quindi a trasformare gli schemi mentali negativi che impediscono di vivere la vita all'insegna della serenità. Il Pensiero Creatore aiuta a trovare le chiavi di ogni cambiamento nell'approvazione e nell'accettazione di se stessi nel momento presente per poi portarci in maniera unica e toccante a sperimentare l'amore verso se stessi. Il Pensiero Creatore conduce lungo il percorso, a molti sconosciuto, del perdono di tutti coloro che possano averci ferito inclusi noi stessi. Tutto questo per liberarci dalle catene dell'odio, del risentimento, della colpa e dei giudizi.
Le tecniche elaborate da Louise L. Hay (visualizzazioni, meditazioni, esercizi in coppia e da soli) sono il frutto di cinquant'anni di studio ed esperienza. Sono la via seguita da migliaia di persone per sanare i propri mali fisici, emotivi, spirituali, per riempire i vuoti di intere esistenze, per imparare a vivere una vita più serena, lunga, piena e prospera. Tecniche che possono essere apprese in un solo fine settimana, che uniscono i partecipanti ai seminari più di quanto uniscano anni di intimità, che spogliano di ogni maschera e costume, per mostrare agli altri la parte più nascosta e più bella di quell'essere meraviglioso che siamo.
Di che tipo di tecniche si tratta?
Spiegarle sarebbe riduttivo e limitante, perché sono le emozioni che emergono durante un seminario a renderle di un'efficacia straordinaria. Qui è sufficiente ricordare che alcune di queste tecniche vengono utilizzate in Inghilterra dal Dott. Bernie Siegel e in America da Gerald Jampolsky nella cura del cancro e dalla stessa Louise Hay in California con i malati di aids.
Questo significa che i partecipanti ai vostri seminari hanno tutti problemi fisici?
No. Ciò che accomuna le persone che partecipano a un nostro seminario è la scelta di mettersi in contatto con le proprie emozioni più intense, che, se represse, potrebbero provocare nel corso degli anni malattie, incidenti o depressione. La necessità di abbandonare le proprie maschere e quindi di mostrare agli altri e innanzi tutto a se stessi ciò che veramente si è e ciò che veramente si vuole dalla vita, in altre parole è questo che i partecipanti hanno in comune.
Quanto cambiano realmente le persone in un seminario di soli due giorni?
In verità le persone cambiano quando per loro è arrivato il momento di cambiare. Già la decisione di partecipare ad un seminario come questo significa che qualcosa sta cambiando. E comunque anche i più scettici nel corso del seminario hanno la possibilità di gettare le proprie corazze, paure e umane resistenze. Risultati sorprendenti si verificano se dal giorno successivo al seminario i partecipanti "scelgono" di dedicare quotidianamente solo pochi minuti a tecniche apprese nel week end tanto semplici quanto potenti.
Che cosa c'è di tanto particolare in un vostro seminario?
Innanzi tutto siamo una coppia unita nel lavoro e nella vita da profondo rispetto, amore, stima e infinita pazienza. Sono le nostre energie, quindi, che ci permettono di interpretare gli insegnamenti del Pensiero Creatore partendo dall'accettazione di noi stessi in quanto singoli individui per arrivare ad accettarci così come siamo nella nostra relazione. Nei nostri seminari la conduzione dei medesimi si rivela a tutti i partecipanti come un gioco in cui nessuno dei due istruttori "perde" o "vince", bensì, con il gruppo, cresce umanamente e professionalmente. Ciò non toglie che a volte scegliamo di condurre questo tipo di seminari anche non necessariamente insieme. Questo accade soprattutto nella formula settimanale di 10 incontri serali in due momenti dell'anno, in autunno ed in inverno, dove, benchè il coinvolgimento emotivo del gruppo non può essere tanto intenso quanto in un seminario intensivo, si ottengono sorprendenti risultati sui partecipanti grazie al fatto di incontrarsi sistematicamente per due mesi portando il proprio vissuto settimanale.

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