| L’appercezione sensoriale nel suo rapporto con la felicità
Il tipico esempio di vera felicità lo si scopre quando il bambino sano è totalmente coinvolto nel fare qualcosa che lo interessa. […..] Il bambino è sempre attratto dai macchinari; infatti scoprire “come funziona” è un desiderio naturale di ogni bambino sano […..].[I bambini] non tardano a riconoscere che sono loro stessi il macchinario più interessante […..].
L’esperienza ci ha dimostrato che i bambini sono interessati in modo insolito al funzionamento del loro stesso macchinario psico-fisico quando i processi impiegati riguardano la rieducazione ad un livello generale e consapevole. Trovano un nuovo interesse in tutte le attività alle quali possono applicare un migliore uso di se stessi e la loro felicità nello scoprire, ad esempio, che possono migliorare i loro giochi tramite una consapevole direzione generale di se stessi (cosa totalmente diversa dalle tipiche direzioni specifiche che ricevono nella loro formazione) è una felicità che aumenta con il loro miglioramento psico-fisico. Tenterò ora di dimostrare che la mancanza di reale felicità che manifestano la maggioranza degli adulti di oggi è dovuta al fatto che sperimentano nell’uso del proprio essere psico-fisico non un miglioramento, ma un continuo deterioramento. Ciò è associato a quei difetti, imperfezioni, aspetti indesiderabili del carattere, disposizioni, temperamento, ecc. tipici delle persone malamente coordinate che lottano attraverso la vita ostacolate da certi disadattamenti dell’organismo psico-fisico, che creano addirittura condizioni di irritazione e pressione sia durante le ore di sonno che di veglia.
Con il permanere dei disadattamenti, queste cattive condizioni aumentano giorno dopo giorno e settimana dopo settimana e promuovono quello stato psico-fisico insoddisfacente che chiamiamo “infelicità”. Non stupisce che in queste condizioni la persona interessata diventi sempre più irritata ed infelice. L’irritazione non è compatibile con la felicità, tuttavia l’essere umano deve impiegare questo organismo già irritato in tutte le attività psico-fisiche che la vita civilizzata richiede. […..] ogni sforzo compiuto dall’essere umano il cui organismo è già in una condizione di irritazione finirà per forza col rendere la persona ancor più irritata e quindi, col passare del tempo, diminuiscono le sue possibilità di essere felice. Inoltre le sue esperienze di felicità diventano di sempre più breve durata fino a quando alla fine è costretto a rifugiarsi in uno stato di infelicità, una condizione psico-fisica perversa tanto quanto quello stato di cattiva salute che le persone raggiungono quando provano una perversa forma di soddisfazione nel soffrire […..]. […..] una tale persona sarà irritata da esperienze che non avrebbero il benchè minimo effetto su colui la cui appercezione sensoriale sia affidabile.
La condizione psico-fisica della persona afflitta da irritazione e tensione è tale che tutti i suoi sforzi, in ogni direzione, saranno più o meno un fallimento se paragonati agli sforzi di coloro che invece non ne sono afflitti e non c’è probabilmente stimolo esterno che renda maggiormente irritabile la persona in questione quanto il fallimento (parziale o completo) dei propri sforzi, nulla che possa di fatto avere peggior effetto sulle nostre emozioni, sul nostro rispetto di noi stessi, sulla nostra felicità e sicurezza, sul nostro temperamento e carattere in generale. Si noti soltanto l’espressione e il comportamento di uno che ha successo nella vita e quindi di uno che è un fallito; di uno che ha appena avuto successo in qualche semplice azione, nel lavoro, nel gioco o nell’apprendimento di qualcosa, e poi di uno che ha fallito totalmente o parzialmente.
Se osserviamo una qualsiasi di queste persone nei giorni in cui i loro sforzi sono coronati da un relativo successo, l’ultimo osservatore tra noi dovrà convincersi dell’enorme influenza del successo e di quanto contribuisca alla felicità. Si osservi il bambino nei suoi iniziali sforzi prima e durante i giorni di scuola, o l’esperienza degli adulti nelle attività della vita quotidiana in qualsiasi sfera e si noterà che quando entrambi impiegano con successo il proprio organismo, felicità e soddisfazione regnano sovrane. La sicurezza nasce dal successo, non dal fallimento e i nostri processi nell’educazione e nell’arte generale di vivere devono essere basati su principi che ci consentano di assicurarci dei soddisfacenti mezzi attraverso i quali un fine può essere raggiunto, così da poter essere padroni di quelle esperienze soddisfacenti che sviluppano sicurezza […..]. […..] Uno dei più importanti fattori nello sviluppo umano è la costruzione di una forma di confidenza che si sviluppa come risultato di quel metodo di apprendimento attraverso il quale l’allievo, ancor prima che egli faccia alcun tentativo per raggiungere il suo scopo, è reso padrone dei corretti mezzi attraverso i quali egli può raggiungerlo. Tramite questo metodo, i suoi tentativi saranno più o meno di successo fin dall’inizio e ne seguiranno una serie di esperienze psico-fisiche soddisfacenti anziché insoddisfacenti e con esse quella intelligente confidenza e stato di felicità ad esse associato che è la “suprema conquista” dell’essere umano a livello cosciente.
In una civiltà come la nostra dove l’inquietudine, l’infelicità e la mancanza di interesse nelle cose importanti della vita sono sorprendentemente manifestate dall’umanità, tutti i nostri sforzi dovrebbero consistere nel rendere l’essere umano capace di mantenere quell’interesse e soddisfazione mostrate dal bambino sano quando impiega con successo il proprio organismo psico-fisico; inoltre nel creare condizioni nelle quali una crescita soddisfacente, con tutto ciò che tale processo implica nelle fondamentali manifestazioni psico-fisiche, continui proprio per tutta la vita, e nelle quali risulterà impossibile la stagnazione che si accompagna ad abitudini psico-fisiche fisse […..]. […..] un controllo costruttivo, anziché distruggere, sviluppa l’interesse ed un generale piacere intellettuale perfino in quelle azioni ordinarie come il sedersi e l’alzarsi. Una sempre maggior consapevolezza […..] porta sempre più a risultati positivi in conformità con “mezzi” ragionevoli e soddisfacenti ed implica un processo continuo che introduce uno speciale interesse e piacere nelle più ordinarie attività della vita. I fondamentali processi psico-fisici consci non hanno fine; essi sono continui e pertanto implicano una crescita ed uno sviluppo reali. […..] il processo di controllo costruttivo e di continua crescita qui implicato è inseparabile da quella manifestazione psico-fisica che chiamiamo “felicità”[…..]. […..] i processi di ragionamento e di azione della persona ordinariamente controllata dal subconscio […..] rivelano una tendenza a regredire e dipendere sempre di più da metodi di procedura automatici.
Con il tempo […..] sono diventati semplici automi, ripetendo giorno dopo giorno le stesse attività psico-fisiche e limitando gradualmente se stessi sempre di più col passare del tempo a certi specifici ambiti di attività mentre, nello stesso tempo, i difetti e le imperfezioni nell’uso generale dei meccanismi da cui queste attività dipendono diventano sempre più pronunciati. […..] William James ha suggerito che dovremmo alzarci ogni mattina alla ricerca della salute. Io spero di andare oltre, in quanto disponiamo di una tecnica da offrire in tal senso che promuoverà per l’essere umano un innalzamento del livello di quella condizione di funzionamento psico-fisico che produce la salute. […..] (F. Matthias Alexander, Construsctive Conscious Control of the Individual, 1923; traduzione di Luca Tironzelli. L’edizione italiana del libro, nella traduzione di Paolo Olivieri, è pubblicata dalla casa editrice Astrolabio con il titolo di: Il controllo cosciente e costruttivo di se stessi, 1994)
Per sperimentare la Tecnica Alexander chiama la segreteria dell’associazione IL GIARDINO DELLE MERAVIGLIE al 335-66.43.797 oppure puoi visitare la sezione seminari alla pagina www.giardinomeraviglie.it/appuntamenti |