GIÙ LA MASCHERA
Raggiungere un equilibrio interiore
senza prevaricare e senza soffocare se stessi; riconoscere
e gestire emozioni e sentimenti; rispondere alle
critiche senza aggredire né subire; comunicare
con un semplice gesto: sono solo alcuni aspetti
di un comportamento libero e comunicativo. Riconoscere
quanto c'è di vero dentro di noi, la nostra
scala di valori interna, le nostre priorità
è una componente indispensabile della professionalità
di docenti, politici, manager, medici, psicologi
e di coloro che non vogliano ignorare le regole
di una comunicazione chiara, efficace e convincente.
Il seminario intensivo si prefigge l'obiettivo di
scoprire il meglio di se stessi e degli altri, abbattere
i limiti che ci imponiamo per essere veramente liberi
di “ essere ” ciò che vogliamo,
espressione perfetta di un'armonia universale che
ci unisce con tutto e tutti, che ci porta a ottenere
facilmente ciò che desideriamo, che ci permette
di amare e di essere amati, di credere liberamente
in ciò che vogliamo, di essere in una sola
parola… NOI STESSI.
Il requisito richiesto per partecipare a questo
tipo di seminario è la voglia di modificare
i propri comportamenti ovvero di mettersi in discussione.
Molto spesso le persone che frequentano i nostri
seminari si domandano perplesse perché, pur
portando avanti il loro percorso di crescita personale,
le loro relazioni non migliorino nel giro di pochissimo
tempo.
Relazioni migliori si manifestano non solo per l'entusiasmo
del momento in cui vorremmo chiudere prima possibile
con tutto ciò che sembra non appartenerci
più; una relazione “sana” richiede
innanzi tutto una profonda consapevolezza alla domanda:
“Voglio veramente modificare alcune situazioni
di relazione, di lavoro, economiche, oppure sto
semplicemente cercando di fuggire da qualcosa che
non ho il coraggio di guardare? ”.
In genere quando stiamo cercando solo una fuga,
il risultato che si ottiene è quello di trovarci
in circostanze diverse con persone apparentemente
diverse ma che in realtà non sono altro che
la copia più o meno camuffata delle persone
con cui ci relazionavamo in passato. E questo è
già il primo campanello d'allarme. In una
circostanza del genere è il momento di fermarci
ad ascoltare noi stessi per renderci conto che il
nostro pensiero crea la nostra realtà e se
stiamo attraendo la stessa tipologia di persone
che ci fanno sentire inadeguati e non amati, oppure
arrabbiati e depressi, ciò significa che
per cambiare la realtà che ci circonda c'è
qualcosa in noi che, prima di essere trasformato,
ha bisogno di essere innanzi tutto accettato.
Che cosa si intende per accettare qualcosa di noi
prima di poterlo modificare? Una delle teorie più
ostiche del nuovo pensiero emergente è la
cosiddetta teoria dello specchio di Jung. Ovvero
ogniqualvolta nella nostra vita entriamo in contatto
con qualcuno che ci irrita, nel lavoro, nella famiglia,
o anche in luoghi meno frequentati - dalla palestra
al supermercato - questa persona ci sta rispecchiando
quel qualcosa di noi stessi che non amiamo e che
spesso non siamo disposti a vedere il nostro cosiddetto
lato ombra, tuttavia non tutti sono disposti a riconoscerlo.
Quanti di noi si sono risentiti nel sentirsi dire:
“ Sei come tua madre! O tuo padre! ”.
O qualcun altro i cui aspetti non gradiamo profondamente?
Eppure questa persona con cui ci stiamo relazionando,
malgrado possa sembrarci così irritante,
rappresenta uno dei cosiddetti doni che ci sta inviando
l'Universo per darci la possibilità di imparare
ad accettare innanzi tutto noi stessi e quindi gli
altri per poi passare solo in un secondo momento
a trasformare noi stessi per poi cominciare ad attrarre
persone nuove.
Ma come si diceva non tutti sono disposti ad ammettere
ciò. Occorre infatti un atto di profonda
umiltà perché, ostinandoci nell'ammettere
che chi non ci è gradito - e che è
entrato ancora una volta non “ per caso ”
nella nostra vita - è nel modo più
odioso possibile diverso da noi, non è possibile
operare alcun cambiamento nelle nostre relazioni.
Non limitiamoci alle apparenze! Può non essere
il modo di parlare, di gesticolare o l'aspetto fisico
o sociale, ma qualcosa di ben più profondo
della persona “ irritante ”.
Un altro vantaggio che si trae da un tale atto di
umiltà è l'atteggiamento attivo che
assumiamo se decidiamo di prenderci questa responsabilità
ovvero che questo specchio apparentemente così
odioso è in un modo o nell’altro un
nostro riflesso. Assumendoci la responsabilità
che nella nostra vita questa persona ci è
stata inviata dall'Universo per imparare una lezione
importante, smettiamo magicamente di “recitare”
uno o più drammi di controllo e manipolazioni, i quali non ci
permettono di operare nessun cambiamento "propositivo"
nella nostra vita. Il nostro obiettivo è
sostanzialmente aiutare tutte le persone a vivere
al 100% la propria vita nella "respons-abilità"
senza continuare a rimanere invischiate nel massacrante
gioco della colpa che purtroppo sottende la maggioranza
delle relazioni interpersonali.
I nostri appuntamenti: