LE “NUOVE TERAPIE” CON I FIORI DI BACH”
SECONDO DIETMAR KRÄMER

Si parla e si scrive oggi molto di Fiori di Bach. La tentazione di rivestirli con un alone di misticismo, di stregoneria, di collocarli in un ambito “New Age” non è corretta.

Bach non voleva cambiare né il mondo, né la singola persona. Voleva, con i suoi 38 Fiori, aiutarci a stare meglio.
Troviamo dunque 38 Fiori, ognuno con il proprio campo d’azione. Ciascuno di questi Fiori “lavora” su un determinato stato emotivo negativo; assumendo il Fiore, questo preciso stato si trasforma, diventa positivo e la persona ritrova il suo equilibrio. Naturalmente le persone non sono solo paurose o insicure o arrabbiate; piuttosto troviamo un misto di tanti diversi stati emotivi. Si prepara allora una miscela di Fiori che sembrano indicati, caso per caso e nel preciso momento della vita di una persona.

Perché questa “Nuova Terapia” di Krämer?

Bach dice:
il fiore “giusto” nella miscela aiuta sempre a ritrovare l’equilibrio, quello non necessario, non fa niente, non c’è il rischio che qualcuno possa “sbagliare” Fiore. Se assumo un Fiore che non mi serve, non “succede” nulla.

Bach chiama alcuni Fiori GUARITORI, altri AIUTANTI.

1. Perché allora la limitazione ad un certo numero? (Tra l’ altro, Bach non parla mai tassativamente di solo 5 o 7).

2. La domanda, se tra i Fiori ci sia una specie di gerarchia, era giustificata.

A questi due punti Krämer trova non solo una risposta plausibile, ma applicando la sua teoria i buoni risultati si vedono.

  1. Mescolando certi Fiori tra loro, a volte si sono, infatti, verificate reazioni negative, non necessariamente drammatiche, però a volte le persone non traevano nessun miglioramento dello stato emotivo. E spesso la sentenza era: “non funzionano”. Krämer ha potuto dimostrare, sia in teoria sia anche nella pratica, che una gerarchia tra i Fiori esiste, e che in certe combinazioni, da lui chiamate BINARI, non lavorano più solamente sul piano emotivo della persona, ma anche su quello energetico, dove possono verificarsi delle reazioni percepibili anche sul corpo fisico.
    Conoscendo questo meccanismo, si possono evitare queste miscele. Dall’altra parte si ha la possibilità di combinare gli altri in maggior numero. Questo fatto è importante nel nostro tempo; viviamo senza dubbio in un mondo più complesso che 70 anni fa e siamo anche noi più “complicati”. Spesso, dopo la lettura della descrizione dei 38 fiori, il lettore pensa: “a me servono tutti i 38”. E la scelta di solo 5, 7 ecc., come spesso si dice, diventava difficile.
  2. Anche gli stati emotivi negativi subiscono dei cambiamenti (la psicoanalisi parla di rimozione, di compensazione ecc.). Se una persona, a causa di un certo “carattere”, indole o abitudine vive emozioni negative che procurano sofferenza, prima o poi cercherà di uscire da questo stato negativo. Ma spesso cade in un altro, magari contrario, ma altrettanto negativo.

La tecnica di Krämer tiene conto di queste successioni: Il trattamento efficace inizia con lo stato terminale di un percorso.

Dietmar Krämer, continuando nella sua ricerca con l’aiuto di altre persone, tra loro anche suo figlio, allora un bambino con capacità sensitive, ha trovato le “zone cutanee” e la tecnica dell’applicazione esterna dei Fiori. Durante gli anni successivi, attraverso la conoscenza delle zone cutanee, ha potuto abbinare a ogni Fiore una pietra, successivamente un olio essenziale, che servono a completare un trattamento, specialmente nei casi di resistenza terapeutica.
Le sue ricerche andavano anche in direzione medicina tradizionale cinese, (la legge dei 5 elementi, il principio YING-YANG) ed a questo punto, trovato un filo conduttore tra questa e i Fiori di Bach, le “Nuove Terapie” si inserivano anche in questo campo di leggi universali. Il passo verso la funzionalità dei Chakra, il trattamento con suoni, colori e metalli e i Fiori era quasi obbligatorio, ma richiedeva ancora alcuni anni di intenso lavoro.

I Fiori di Bach non sono una medicina alternativa, non sostituiscono il medico, lo psicologo,lo psicoterapeuta o qualsiasi altra terapia, ma possono diventare una “marcia in più”, per chi ha dedicato il suo lavoro alla cura degli uomini sofferenti. E non solo loro. Chi si occupa di animali o di piante avrà la sorpresa che i Fiori servono anche a loro.
Ma non soltanto gli esperti, ognuno di noi può imparare ad usare i Fiori, per migliorare la propria vita o quella delle persone vicine, per ristabilire un equilibrio emotivo perso che può creare sofferenza.
Le piccole o grande paure che ci affliggono, l’insicurezza, o forse un atteggiamento troppo severo verso noi stessi o verso gli altri, la rabbia, il rancore, l’impazienza e lo stress, oppure la solitudine e la tristezza, ecco alcuni esempi di emozioni negative che tutti conosciamo bene. Ci possono prendere all’improvviso, oppure sono diventate croniche, quasi espressione di un nostro “carattere”. Con l’aiuto dei Fiori possiamo aiutarci a superare momenti di sconforto o tensione, ma anche avere la sorpresa di poter abbandonare ad un certo momento le nostre “brutte abitudini”, come spesso chiamiamo i comportamenti che ci procurano disagio.

Le “Nuove Terapie” danno una spiegazione logica e scientifica della funzionalità dei Fiori.
I risultati della ricerca di Krämer sono oggi a disposizione di tutti. Quello che per alcuni poteva sembrare complicato, cioè scegliere i Fiori per una miscela, alla fine diventa semplice.

Sigrid Sailer CINT Italia

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