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Birth Breath, Rebirthing come preparazione a concepimento, gravidanza e parto
In base a quanto raccontato nel mio
articolo Rebirthing, nascere per rinascere, il rebirthing
può essere un’esperienza molto arricchente
per una donna durante il periodo di gestazione.
Già esistono ormai da anni in tutta Italia
tantissimi corsi di preparazione al parto per fare
in modo che la donna possa avvicinarsi con maggiore
tranquillità al magico momento di espressione
della propria femminilità: la nascita di un
figlio. Molte donne affermano che, se non avessero
conosciuto la respirazione insegnata durante tali
corsi, probabilmente non avrebbero saputo come attraversare
i dolori del travaglio. E anche quelle donne, a cui
poi è stato eseguito un cesareo, ricordano
con piacere, anche se a volte con rammarico, certe
conoscenze acquisite su stesse grazie al potere del
respiro.
Il programma di preparazione a concepimento, gravidanza e parto, da me ideato e
sperimentato ormai da 2 anni con il rebirthing e denominato Birth Breath (Respiro di nascita), si
sposa perfettamente con questi corsi, anzi può
essere ad essi affiancato, perché prevede un
percorso su misura con la futura mamma in incontri
individuali, su appuntamento della donna che potrà
scegliere a suo piacimento la frequenza.
Poiché al momento del parto in una donna si
attiva la paura di risperimentare le emozioni provate
alla propria nascita così da opporre resistenza
all’apertura del canale vaginale, chiudendosi,
irrigidendosi e finendo così per causarsi ulteriore
dolore, se una donna viene a conoscenza del proprio
trauma di nascita – ancora meglio prima di decidere
di avere un bambino - e lo integra nella propria vita
è con molta probabilità più disponibile
ad abbandonarsi con fiducia alla nascita del proprio
figlio.
Il Birth Breath diventa così un’opportunità
per la donna di seguire un percorso di crescita personale
in un periodo in cui ogni mese, settimana, giorno,
ora, si trova a vivere dei momenti di trasformazione
fisica e spirituale fino ad allora sconosciuti, talvolta
vissuti con un certo disagio interiore, talaltra con
stupore e gioia, ma comunque sempre emotivamente impegnativi.
Il risultato non è solo avvicinarsi al parto
“consapevolmente”, ma fare dei 9 mesi
di gravidanza un periodo di evoluzione personale in
cui prendersi cura di se stesse e indirettamente del
bimbo che si sta dando alla luce.
Inoltre, il Birth Breath è molto
efficace anche per la coppia che sta accogliendo il
nuovo “erede” e quindi anche per tutti
quegli uomini che si stanno preparando a diventare
papà, in quei mesi di trasformazione della
propria compagna in cui si sentono talvolta messi
in secondo piano, se non a volte completamente trascurati.
E, aggiungo, il ruolo del padre nello scenario di
nascita è molto importante come è profondamente
incisivo anche l’intervento dell’equipe
medica, i cui modi di azione risultano fondamentali
nell’imprinting del piccolo. Ricordiamo a questo
proposito che l’ostetrica, il ginecologo, il
chirurgo (per i cesarei), le eventuali infermiere
sono i primi esseri umani che abbiamo visto insieme
a nostra madre.
Inoltre questo tipo di percorso di
crescita personale con il Birth Breath è utile
anche per quelle donne desiderose di una gravidanza
che non arriva, aiutandole a sciogliere eventuali
blocchi interiori o a riappacificarsi con uno stato
di mancata maternità non accettata.
A tutte coloro reduci da interruzioni di gravidanza
della cui scelta non si sentono affrancate. Alle neo-mamme,
postume di un’esperienza di parto più
o meno traumatica, alle prese con un piccolo essere
da nutrire, capire e accudire, quando si vorrebbe
essere le prime a sentirsi coccolate.
Soprattutto nel periodo dell’allattamento vissuto
in modo particolare da ogni mamma e importantissimo
per il bambino perché è nella fase di
nutrizione che il piccolo fortifica tutte le convinzioni
che si confermerà poi crescendo su amore, cibo,
denaro,lavoro, sesso.
A questo proposito colgo l’occasione
per raccontare in forma anonima l’esperienza
di tre mie ex-allieve di Rebirthing/Birth Breath.
ESPERIENZA DI REBIRTHING PRE-PARTUM
2004: 38 anni, con una figlia di 4 anni nata con cesareo
ed epidurale, e un figlio di 10 mesi che ha dato alla
luce con nascita vaginale, malgrado le strutture ospedaliere
da lei consultate l’avessero sollecitata a sottoporsi
a un altro cesareo. Questa signora rimane incinta
a gennaio dopo aver già frequentato diversi
corsi di gruppo di autostima, di rebirthing e un ciclo
individuale con un rebirther uomo. La notizia della
seconda gravidanza non la lascia indifferente: voleva
un secondo figlio ma non in questo momento. Decide
di interrompere il ciclo con il rebirther uomo e di
affidarsi a una donna. Nel ciclo di 10 sedute affrontano
diversi stati emozionali che l’accompagnavano
da tanti anni. E qui sottolineo che in gravidanza
in una donna si accentuano tutte quelle re-azioni
emotive che in altre condizioni si tende inconsapevolmente
a reprimere o a non riconoscere. Con il respiro circolare
recupera la propria nascita – avvenuta in modo
“cosiddetto” normale, forse troppo –
riconosce un irrisolto rapporto con gli uomini (particolarmente
padre e marito, non a caso somiglianti) da lei percepiti
come autoritari e al contempo superficiali e proprio
in quei giorni dall’amniocentesi risulta che
sta aspettando un maschio. Supera con il rebirthing
anche questa non accettazione del sesso del nuovo
nascituro, perché forse voleva un’altra
femmina. Gli ultimi mesi di gestazione, le pressioni
dei medici a ripetere il cesareo sono sempre più
frequenti. Insieme decidiamo di accettare la nascita
del nuovo arrivato così come sarà. Gli
ultimi 20 giorni prima della scadenza del termine
prende una bella influenza che la indebolisce molto,
ma con il respiro circolare si rimette in forze nel
giro di 2-3 giorni. In ospedale il primario (un uomo
caratterialmente dolce ma assertivo – questa
volta diverso dal modello di uomo che lei riconosceva
nella tipologia maschile del padre) le dice “se
non succede nulla nel giro di 2-3 giorni operiamo”.
Giovedì fa una bella seduta di rebirthing.
Confida nella Luna piena del venerdì, domenica
pomeriggio inizia il travaglio, sarà molto
lungo, ma alla fine, grazie anche all’assistenza
di una persona competente che la seguirà con
la respirazione pre-parto, lunedì il piccolino
esce dalla sua vagina. Oggi è innamorata di
questo bel maschietto e ricorda questo parto come
un’esperienza in cui ha potuto dar prova a se
stessa di essere capace. La prima figlia, come tutti
i nati con cesareo, continua a darle lezioni di grande
determinazione e, perché no, anche a ricordarle
– qualora a volte se lo dimenticasse - che anche
le donne e non solo gli uomini possono essere tutte
d’un pezzo.
ESPERIENZA DI REBIRTHING POST-PARTUM
2003: Un'altra esperienza vede invece una donna 38
anni con una figlia di 3 e mezzo nata con cesareo
d’emergenza dopo un travaglio di 8 ore. Questa
signora sceglie di fare un ciclo di rebirthing dopo
circa un anno e mezzo dalla nascita della bambina.
Sente una profonda tristezza che la travolge probabilmente
dalla morte del padre avvenuta quando era al secondo
mese di gravidanza. Il lutto è stato quasi
“accantonato” come per non voler danneggiare
il feto, anche per le minacce di aborto che ci sono
state in quei giorni del funerale del padre. La scelta
dell’equipe ospedaliera di intervenire con il
cesareo le fa sentire l’inutilità di
quelle 8 ore di travaglio superato brillantemente
e un certo senso di impotenza, ma d’altronde
la sofferenza fetale e il cordone legato alla gamba
sinistra non permettono alla piccola di uscire attraverso
il canale vaginale. La bambina nasce anche se –
come succede in questi casi - la tengono parecchio
separata dalla mamma che deve risvegliarsi dall’anestesia
completa in quanto non si era potuto fare in tempo
a eseguire l’epidurale.
Nei giorni successivi non a caso la mettono in una
corsia con altre 4 donne che hanno avuto degli
aborti, chi spontanei chi volontari, come se aleggiasse
intorno a lei quell’energia di lutto con cui
si ritrova a confrontarsi mesi dopo. Con il rebirthing
inizia un lavoro molto profondo di recupero del proprio
vissuto emozionale con il padre con cui sente di cominciare
a riappacificarsi, benché non ci sia più,
e contemporaneamente rivive l’esperienza della
nascita della propria figlia, attraversando e dissolvendo
tutti quei pensieri non nutritivi nei suoi confronti
che grazie al respiro circolare comincia ad accettare
insieme al fatto che, pur con un cesareo, una donna
ha pur sempre messo al mondo un figlio. In futuro
deciderà serenamente come avere altri figli,
se ne vorrà ancora.
ESPERIENZA DI REBIRTHING PRE-CONCEPIMENTO
2005. Questo caso sta accadendo a una donna di 39
anni. La sua nascita è avvenuta con un cesareo
di emergenza dopo aver somministrato alla madre una
massiccia dose di ossitocina, che malgrado tutto,
non ha provocato neppure l’ombra di una minima
doglia. Oggi, grazie al rebirthing conosce dettagliatamente
la propria nascita che ha integrato quasi totalmente.
Da alcuni mesi insieme al marito, anch’egli
nato con un cesareo di emergenza, seppure con modalità
diverse, hanno deciso di avere un bambino, dopo 4
anni e mezzo di matrimonio. Entrambi infatti hanno
trovato nei primi anni della loro relazione mille
motivi per non diventare genitori, tutti motivi alla
base dei quali c’erano le profonde resistenze
che entrambi serbavano in buona parte dalla propria
traumatica nascita. A maggio dello scorso anno smettono
di usare contraccettivi, ma tutte le volte che avevano
un rapporto sessuale lei aveva ancora pensieri come:
“Che ne sarà di me se resto incinta?
Come potrò continuare a fare tutto quello che
faccio? Ce la farò?” Insomma i pensieri
limitanti sviluppati ancor prima della propria nascita
e soprattutto al momento in cui, nascendo con un cesareo,
ha creduto di non farcela, sono di nuovo emersi rischiando
di sabotare il concepimento di un nuovo essere e quindi
confermando inconsciamente a se stessa di non riuscire
neanche a rimanere incinta.
Ora negli ultimi mesi, grazie a un lavoro mirato e
intensivo con il rebirthing, è esploso un profondo
desiderio di diventare madre. Finalmente si permette
di manifestare ed esprimere agli altri un desiderio
ancor prima che venga realizzato, senza più
temere che non ci riuscirà. Aspettano gli eventi
con maggior fede e fiducia. Ed entrambi continuano
a “respirare”.
E’ evidente che tutti vorrebbero
aver avuto “una nascita senza violenza”
come ha insegnato Leboyer, in cui il bambino nasce
in un ambiente con luci soffuse, temperatura esterna
a 30° o acqua calda a 38° in cui ritrovare
il calore del liquido amniotico, con tante persone
amorevoli ad attenderlo. Con una madre che possa travagliare
accovacciata rispettando la forza di gravità
senza doversi sdraiare su un lettino, come pare sia
stato escogitato per la prima volta tanti secoli fa
dal re sole, Luigi XIV di Francia, per poter stare
comodamente seduto mentre vedeva partorire la consorte
e le sue amanti. Tuttavia non sempre le circostanze
esterne permettono tutto ciò.
Il rebirthing assicura in compenso
di riconciliarci con la nostra nascita comunque essa
sia stata ed è un mio desiderio che, diffondendolo
sempre di più, divenga anche un mezzo di sensibilizzazione
per il personale medico che fa nascere oggi tanti
bambini che diverranno gli adulti di domani.
I nostri appuntamenti:
Nicoletta Ferroni
Per approfondire l'argomento chiama Nicoletta Ferroni presso il centro IL GIARDINO DELLE MERAVIGLIE 0744-998083 oppure 335-6643797
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